Oro oggi

In che modo la Cina dominerà il mercato dell’oro

Il ruolo della Cina per il futuro del mercato dell'oro

A cura di Hard Assets Investor

LA NAZIONE principale produttore di oro al mondo, la Cina, sta velocemente raggiungendo l’India in quanto a maggior consumo, scrive Amine Bouchentouf per l’Hard Assets Investor.

Da quando la Cina ha iniziato a intraprendere la serie dei piani economici quinquennali alla fine del secolo scorso, non è un’esagerazione dire che la sua crescita economica è stata una delle più impressionanti mai viste nella storia dell’umanità. Tale crescita ha permesso a milioni di persone di uscire dallo stato di povertà e ha portato avanti una delle fasi di industrializzazione più importanti che il mondo abbia mai visto.

Come ho avuto modo di notare negli ultimi dieci anni, la Cina potrebbe essere il fattore chiave che influenza materie prime chiave come ferro, rame e carbone. La Cina è già il maggiore consumatore e/o produttore di tali materie prime, e la sua influenza sulle altre risorse naturali è in espansione giorno dopo giorno. Oggi vogliamo esaminare il ruolo silenzioso ma stabile della Cina nei confronti del mercato dell’oro. Molti partecipanti al mercato potrebbero non rendersene conto, ma la Cina è probabilmente il fattore di maggiore influenza per il mercato dell’oro al giorno d’oggi.

Per iniziare, la Cina è oggi la nazione col primato di produzione di oro. Per oltre 100 anni, la nazione che dominava il mercato della produzione mineraria d’oro era stata il Sudafrica, grazie a miniere generose, una cultura imprenditoriale adatta e una posizione geografica strategica che le permisero di essere leader nella produzione d’oro per secoli.

Fino a quando, nel 2007, la Cina superò il Sudafrica come il primo produttore a livello mondiale. Quello che sopratutto impressiona è la velocità con cui la Cina è riuscita a raggiungere il primo gradino del podio. Nel 2006, la Cina produsse 248 tonnellate contro le 272 del Sudafrica. Ora la Cina produce oltre 370 tonnellate all’anno, e non sorprenderebbe nessuno se tale numero raggiungesse presto le 400 tonnellate. Ciò che stupisce ulteriormente è che mentre le altre nazioni (Sudafrica, ma anche Australia e Stati Uniti) hanno ridotto la produzione, la Cina riusciva comunque ad aumentarla.

Quindi, mentre le altre nazioni hanno dovuto ridurre la produzione a causa di problemi legati al lavoro, alla difesa dell’ambiente e di tipo logistico, l’industria dell’oro in Cina è entrata invece in una fase di consolidamento e produce ora più del 60% del proprio oro in appena cinque province. Le aziende minerarie cinesi pubbliche e semi-pubbliche sono tra le più grandi del mondo. La Cina non è soltanto il maggiore produttore, ma anche quello in maggiore crescita: è chiaro quindi perché abbia potere di influenzare il prezzo dell’oro a livello mondiale.

Oltre il dominio per quanto riguarda la fornitura, anche la domanda dalla Cina è di importanza fondamentale, in quanto seconda soltanto all’India. Queste due nazioni rappresentano la parte cruciale per il consumo di oro fisico a livello mondiale. Per quanto al momento il primato spetti all’India, la Cina sta velocemente recuperando terrendo e potrebbe eseguire il sorpasso molto velocemente.

Le nazioni asiatiche, guidate da India e Cina, hanno un rispetto quasi religioso nei confronti dell’oro come principale strumento per la conservazione del valore e come bene rifugio. Quando il raccolto è buono, la prima cosa che gli agricoltori fanno è di comprare oro, in forma di prodotti orafi o di lingotti. Il consumo di oro in Cina cresce di oltre il 10% annualmente, guidato sopratutto dai consumatori nelle zone rurali, ma anche dai mercati urbani di nicchia. Per esempio, il numero di attività di banco dei pegni nelle città cinesi è esploso, cosa che ha aumentato la domanda di oro perché i consumatori possono ora usare il metallo come soluzione finanziaria temporanea.

Essendo una delle nazioni più importanti per il consumo di oro, la Cina chiaramente influenza le decisioni di prezzo, le politiche e i metodi di importazione e esportazione e altri fattori chiave.

In aggiunta a tale posizione dominante sia per quanto riguarda la domanda che l’offerta, la Cina ha un ruolo fondamentale anche per quanto riguarda la catena logistica e finanziaria. Per esempio, le compagnie minerarie cinesi sono adesso tra le più attive in regioni chiave come l’Africa, l’America Latina e il Sudest Asiatico. Le compagnie cinesi hanno operazioni di importanza significativa in nazioni fondamentali da questo punto di vista come il Sudafrica, l’Australia, il Ghana, il Perù e il Brasile.

Attraverso tali attività, l’influenza della Cina sul mercato dell’oro è globale, visto che controlla quantità significative della catena di produzione in regioni chiave. Questo ha talvolta causato una frizione tra le aziende minerarie cinesi e le nazioni che le ospitano. Il Ghana per esempio ha espulso le aziende minerarie cinesi e i lavoratori che stavano sfruttando aggressivamente le miniere senza un’adeguata licenza o infrastruttura. Questa è una dimostrazione di quale sia l’influenza della Cina sui mercati dell’oro.

Un altro mercato che la Cina potrebbe presto dominare è quello degli ETF. Negli ultimi dieci anni, lo spazio degli ETF è stato dominato da aziende americane che hanno lanciato e sponsorizzato prodotti volti a raggiungere una base clienti di massa. La maggior parte dei consumatori di tali prodotti sono stati fondi americani e europei. Di recente, la Cina ha fatto il suo ingresso lanciando i primi due ETF sull’oro scambiati al Shanghai Stock Exchange.

C’è stata una disconnessione tra il mercato dell’oro fisico (dominato da compratori asiatici) e quello dell’oro cartaceo (dominato da acquirenti Occidentali). Con questa mossa, la Cina potrebbe invece entrare e dominare anche questo segmento del mercato. Ovviamente non succederà domani, perché il mercato degli ETF in Cina è ancora all’inizio. Per gli investitori è critico che si mantenga un occhio su cosa sta facendo la Cina, visto che ha una tale influenza su così tanti settori del mercato dell’oro.

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