Oro oggi

Oro e argento in rialzo nel corso della settimana, mentre i titoli tecnologici, il greggio e il rame registrano un calo

Venerdì l’ORO e l’ARGENTO hanno registrato un ulteriore calo rispetto ai massimi di due settimane e di una settimana, riducendo i forti rimbalzi di questa settimana dai minimi di diversi mesi, poiché i dati sull’occupazione negli Stati Uniti hanno superato le aspettative, rafforzando le previsioni secondo cui la Federal Reserve aumenterà nuovamente i tassi di interesse sul dollaro prima della fine dell’anno, mentre i titoli tecnologici e dell’intelligenza artificiale statunitensi sono riusciti a ignorare un altro crollo dei mercati azionari asiatici e a recuperare un terzo del calo registrato ieri.

Secondo i dati governativi, a ottobre la più grande economia mondiale ha creato ben più del doppio dei posti di lavoro previsti dagli analisti, spingendo il tasso di disoccupazione al 4,1%, mentre la crescita media dei salari ha registrato un rallentamento inferiore alle previsioni, attestandosi al 3,1% annuo.

L’oro ha ridotto il rimbalzo di questa settimana, registrato dopo il minimo di chiusura di 13 mesi raggiunto venerdì scorso, dal 7,0% al 4,1% a 4.050 dollari per oncia troy, mentre il rimbalzo dell’argento, partito dal nuovo minimo del 2026 toccato lunedì, si è ridotto dal 10,0% al 6,3% a 51,80 dollari.

Con la grande vittoria del Partito Democratico nelle elezioni di medio termine di questa settimana, destinata a mettere in discussione i programmi del presidente Trump in materia di intelligenza artificiale e guerra con l’Iran, il petrolio greggio era sulla buona strada per perdere il 14,0% nella settimana, mentre il rame ha registrato un calo del 3,5%.

Al contrario, le scommesse sul fatto che la banca centrale statunitense aumenterà nuovamente il tasso di interesse di riferimento a dicembre hanno registrato un forte rialzo venerdì, sulla scia dei dati sull’occupazione non agricola, portando la probabilità che la Fed inverta il secondo dei tre tagli dei tassi effettuati lo scorso anno a quasi il 77%, dopo che giovedì, durante il crollo dei titoli tecnologici, era scesa al minimo delle ultime quattro settimane, al 67%.

La Fed effettuerà quindi solo un ulteriore aumento dei tassi nel 2027, secondo il posizionamento di mercato monitorato dallo strumento FedWatch della borsa dei derivati CME.

Grafico BullionVault del prezzo dell’oro in dollari, nell’ultimo mese

L’indice Nasdaq 100 di New York, fortemente orientato al settore tecnologico, ieri ha registrato un calo del 6,5%, il ribasso giornaliero più marcato in oltre 18 mesi, toccando il livello più basso dalla metà di aprile.

Nel frattempo, l’indice VIX, che misura la volatilità dei prezzi nel più ampio mercato azionario statunitense, è balzato di quasi il 70%, registrando il rialzo più marcato dal dicembre 2024, prima che il presidente degli Stati Uniti Trump tornasse alla Casa Bianca dopo aver vinto le elezioni di quell’anno.

«Faccio trading da quasi QUARANTA ANNI e, giuro su Dio, sto ancora cercando di elaborare ciò che è successo giovedì», afferma l’analista tecnico Tim Knight della società di consulenza SlopeOfHope.

«Questa settimana si sono verificati movimenti straordinari nei mercati finanziari», afferma Charlie Morris, editore di ricerche sugli investimenti e gestore dell’ETP Bitcoin-Gold di 21Shares, sottolineando che «con 6.000 miliardi di dollari spazzati via dai mercati azionari, [ciò] equivale a una volta e mezzo l’indice FTSE 100.

«Potrebbero verificarsi ulteriori ribassi».

Ma mentre oggi i media mainstream attribuiscono il crollo dei titoli tecnologici alla minaccia dei politici democratici statunitensi di frenare la costruzione di data center per l’intelligenza artificiale a seguito della loro vittoria della «onda blu» nelle elezioni di medio termine di martedì negli Stati Uniti, l’indice Nasdaq 100 è in realtà in calo da un mese, avendo perso il 9,0% rispetto al nuovo massimo storico del 6 ottobre, prima dello storico crollo di giovedì.

Qui nel Regno Unito, secondo quanto riporta Bloomberg, la Banca d’Inghilterra sta interrogando gli istituti di credito in merito ai prestiti concessi a progetti di data center per i quali non è ancora stato individuato alcun locatario.

Ieri la Banca ha aumentato i tassi di interesse nel Regno Unito al 4,0%, mezzo punto al di sopra dell’ultimo tasso di inflazione misurato dall’indice dei prezzi al consumo (CPI), dopo aver tagliato il costo del credito sei volte lo scorso anno.

Giovedì, in seguito alla decisione della BoE, la sterlina è scesa dai massimi di otto settimane rispetto al dollaro e dai massimi di 18 mesi rispetto all’euro, contribuendo a mantenere il prezzo dell’oro per gli investitori britannici al di sopra delle 3.000 sterline per oncia troy.

Nel frattempo, il prezzo dell’oro in euro ha perso il 2,2% rispetto al massimo di due settimane registrato ieri, ma si è mantenuto al di sopra dei 3.600 euro per oncia mentre le contrattazioni a Londra si avvicinavano al fine settimana.

Il rendimento dei titoli del Tesoro USA convenzionali a 10 anni è salito di 2 punti base venerdì rispetto al minimo di 8 settimane di ieri, pari al 4,84% annuo, mentre i rendimenti dei TIPS (titoli protetti dall’inflazione) sono aumentati dello stesso valore, attestandosi al 2,62% dal minimo di una settimana registrato giovedì.

Ciò ha mantenuto il differenziale tra i rendimenti dei titoli decennali convenzionali e quelli protetti dall’inflazione al 2,24%, indicando la previsione di mercato più moderata per la cosiddetta inflazione “di pareggio” nel costo della vita statunitense dall’inizio di agosto, in calo di un quarto di punto percentuale rispetto al massimo degli ultimi tre anni registrato a maggio.

Adrian E. Ash è a capo del Reparto di Ricerca presso BullionVault, il più grande servizio di investimento in oro al mondo. Adrian ha pecedentemente ricoperto il ruolo di Editorial presso la Fleet Street Publications Ltd e di redattore economico dalla City di Londra per The Daily Reckoning; è un collaboratore regolare della rivista finanziaria per investimenti MoneyWeek. I suoi commenti sul mercato dell'oro sono stati pubblicati su Financial Times, Bloomberg e Der Stern in Germania e molte altre pubblicazioni.

Leggi tutti gli articoli di Adrian E. Ash.

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