Oro oggi

Investire in oro: prospettive per il 2011

Interessi al di sotto dell'inflazione e crisi dell'eurozona spingono il prezzo dell'oro

di Adrian Ash - BullionVault.it

IL 2010 è stato un anno fondamentale per il mercato dell’oro. La richiesta d’oro da investimento ha visto una crescita esponenziale, a causa alla spinta data dalla crescente preoccupazione per i deficit nazionali.

Notoriamente l’oro fisico viene considerato un'ottima protezione in caso di inflazione. Mai quanto adesso ciò si è dimostrato vero: durante la crisi bancaria l’oro ha offerto un’alternativa immediata e semplice ai conti bancari. L’investimento in oro è poi tornato a pieno titolo al suo ruolo più tradizionale: rifugio da debiti nazionali eccessivi, e dalla crisi che coinvolge molte valute internazionali.

Ecco i quattro punti chiave che moduleranno la domanda d’oro da investimento durante il 2011:

1. "Rischio zero" uguale "perdita sicura"
Quando il profitto generato dai  conti bancari è inferiore al tasso di inflazione reale, il fatto che l’oro non produca reddito non costituisce un problema. Metallo indistruttibile e la cui produzione non può essere accelerata a tavolino, è l’alternativa più ovvia e più valida al cash. Ci si attende un’ulteriore crescita dell’inflazione, ma nessuna delle banche centrali occidentali lascia prevedere nell’immediato futuro un rialzo dei tassi di interesse.

2.  L’euro a rischio
In Europa, è il rischio legato ai debiti sovrani a sostenere il prezzo dell’oro. Il timore, sentito sopratutto in Germania, è che il 2011 porterà inflazione, default nazionali causati dal debito pubblico e la fine dell’euro. Se non tutte e tre le cose insieme. La crisi dell’euro è una preoccupazione crescente anche per le banche centrali, che negli ultimi dieci anni hanno usato la moneta europea per diversificare le riserve con asset diversi dal dollaro. Si ritrovano adesso a fare i conti con un rischio politico relativo all’euro, oltre al rischio di inflazione legato al dollaro.

3. Cina: la richiesta d’oro nel 2011
Dopo un aumento del 60% nelle proprie riserve d’oro, dichiarato dalla Cina all’inizio del 2009, molti analisti si domandano adesso quando la Banca Popolare Cinese diffonderà dati aggiornati sulle proprie riserve. Eppure, il vero interesse in Cina è suscitato dal consumo privato. Negli ultimi due anni e mezzo i privati in Cina hanno comprato più oro di quanto la banca cinese ne possieda in totale.
Visto che i tassi di interesse sui conti cash sono a mala pena la metà dell’inflazione al consumo (2,5% VS 5,1%), la domanda d’oro è cresciuta annualmente dal 2005 del 14% in volume, e fino al 38% in valore. Pechino non ha alcuna intenzione di alzare i tassi di interesse, perché teme un invasione di fondi occidentali di investitori pronti a tutto pur di avere un benché minimo profitto. Il risultato netto, vista l’inflazione ai massimi da 28 mesi, è una continua erosione del potere d’acquisto per i piccoli risparmiatori.

4. Produzione
L’industria mineraria ha impiegato otto anni per rispondere ai prezzi in ascesa. Nel 2009, dopo che il prezzo dell'oro in dollari si era triplicato, la produzione era aumentata del 6,4%. Nonostante la crescita del volume di investimento per l’esplorazione, il picco raggiunto negli anni tra il 1998 e il 2003 è ancora lontano, e la scoperta di nuovi giacimenti non sembra affatto vicina. La vendita di oro usato sta raggiungendo nuovi massimi a causa della crisi finanziaria, ma le aziende che rivendono l’oro usato aspettano che si realizzino nuovi record prima di cedere quanto accumulato. Quindi, mentre il Sudafrica scava quattro chilometri sotto il suolo alla ricerca di nuovi giacimenti, l’oreficeria usata tornerà sul mercato a prezzi sempre più alti.

Come prospettiva per il prezzo dell’oro per il 2011, sembra che soltanto un pesante rialzo dei tassi di interesse possa comprometterne la crescita. Visto che i governi occidentali fanno di tutto pur di mantenere i tassi di interesse bassi per finanziarie i loro deficit, e che le economie emergenti, Cina in testa, vogliono evitare flussi di cash da occidente, il 2011 vedrà probabilmente un’ulteriore perdita del potere d’acquisto per chi conserva i risparmi sotto forma di cash. L’oro rimane l’alternativa più semplice e quella di maggiore attrativa.

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Adrian E. Ash è Head of Research presso BullionVault, il maggior servizio di investimento in oro al mondo. Adrian ha pecedentemente ricoperto il ruolo di Editorial presso la Fleet Street Publications Ltd e di redattore economico dalla City di Londra per The Daily Reckoning; è un collaboratore regolare della rivista finanziaria per investimenti MoneyWeek. I suoi commenti sul mercato dell'oro sono stati pubblicati su Financial Times, Bloomberg e Der Stern in Germania e molte altre pubblicazioni.

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