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Oro sui 1.257 dollari per oncia. Il dollaro continua a perdere terreno contro euro e sterlina

L'oro ha compiuto un rally di 7 dollari per oncia martedì mattina per andare sopra i 1.257 dollari per oncia.
 
Il bene rigugio si è avvicinato nuovamente al massimo di un mese toccato ieri di 1.258 dollari per oncia.
 
I mercati azionari sono rimasti invariati, mentre il dollaro è sceso nel mercato delle valute, con analisti e opinionisti che continuano a non risparmiare critiche nei confronti della fin qui deludente amministrazione Trump.
 
La mancata abrogazione dell'Obama Care la scorsa settimana ha passato un chiaro messaggio agli investitori sul clima vigente nel medesimo schieramento politico del Presidente e mandato al contempo un chiaro segnale per alcune materie prime.
 
"L'oro, che lo scorso mese in questo stesso momento era rimasto quasi invariato, ha trovato resistenza sul livello di 1.259,70 dollari per oncia che rappresenta la linea mobile a 200 giorni", ha affermato un'analisi tecnica fornita dall'ufficio di New York della Scotia Mocatta.
 
"Il supporto rimane invariato a 1.237,70 dollari per oncia. Gli indicatori sull'oro sono rialzisti ed il metallo sembra poter toccare il picco dello scorso mese di 1.264,20 dollari per oncia".
 
Gli scambi sull'oro in valute diverse dal dollaro sono avvenuti su livelli inferiori dall'inizio di marzo fino a questo momento. 
 
La valuta americana è scivolata nuovamente nella giornata di martedì, perdendo tutti i guadagni realizzati contro euro e sterlina realizzati dopo la vittoria delle elezioni americane da parte di Trump.
 
Il fondo SPDR Gold Trust (NYSEArca:GLD) ha ascquistato 2,7 tonnellate di oro per effetto delle nuovi azioni emesse dal fondo, portando il quantitativo totale a 835 tonnellate, il picco dalla dichiarazione di metà marzo sull'incremento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.
 
La giornata di lunedì ha segnato il diciannovesimo giorno su novantaquattro sessioni di scambio in cui il fondo ha acquistato metallo dall'elezione di Trump.
 
Il rally dell'oro è stato accompagnato da quello dell'argento, anche se il prezzo del metallo è dell'1,1% inferiore rispetto allo stesso periodo dello scorso mese, sui 18,12 dollari per oncia.
 
Il platino è stato scambiato sui 968 dollari per oncia, l'1,6%  al di sotto del massimo di tre settimane di ieri ed il 6,3% in meno rispetto alla fine di febbraio.
 

Adrian E. Ash è Head of Research presso BullionVault, il maggior servizio di investimento in oro al mondo. Adrian ha pecedentemente ricoperto il ruolo di Editorial presso la Fleet Street Publications Ltd e di redattore economico dalla City di Londra per The Daily Reckoning; è un collaboratore regolare della rivista finanziaria per investimenti MoneyWeek. I suoi commenti sul mercato dell'oro sono stati pubblicati su Financial Times, Bloomberg e Der Stern in Germania e molte altre pubblicazioni.

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