Oro oggi

Oro, petrolio, inflazione e la scuola di ironia di Gordon Brown

Gli attivisti del clima hanno bloccato il centro di Londra la scorsa settimana, scrive Adrian Ash di BullionVault
Il prezzo del petrolio intanto è aumentato al picco dei sei mesi. 
 
La cosa più razionale da fare dovrebbe essere la liquidazione di tutta l’esposizione ai combustibili fossili dai portafogli di investimento.
Nel lungo temine, le energie rinnovabili dovrebbero sostituire i combustibili fossili...
 
 
...alle pile ad idrogeno (che danno speranza alla domanda di platino mentre gli autocatalizzatori diesel diminuiscono).
 
La Norvegia, ricca di petrolio, ha pensato di tagliare tutti gli investimenti in combustibili fossili dal suo fondo sovrano di mille miliardi.
 
Ma Oslo ha deciso invece di liberarsi di solo 7,5 miliardi di azioni petrolifere e di esplorazione.
 
Ciò che sembra razionale nel lungo termine, infatti, può essere sconveniente nell’immediato. 
 
Ciò che sembra razionale oggi, può rivelarsi sbagliato domani. 
 
Questa settimana a BullionVault stiamo pensando molto agli investimenti razionali. 
 
Perchè il prossimo fine settimana saranno 20 anni da quando il ministro delle Finanze di allora, Gordon Brown, prese la razionale decisione di vendere oltre metà delle riserve d’oro nazionali del Regno Unito.
 
Tutti gli altri lo stavano facendo. L’oro era ai minimi di quasi due decenni. E, come disse il New York Times, “ Chi ha bisogno di oro, quando abbiamo banchieri centrali esperti come Alan Greenspan?”.
 
Ironicamente poco dopo fu evidente che tutti avevano bisogno di un po’ d’oro.
 
...almeno nei portafogli di investimento personali...
 
...per salvare i propri risparmi dalla bolla delle dot-com, e poi entro un decennio dalla crisi finanziaria globale.
 
Quindi no, l’oro alla fine del ventesimo secolo non ha fatto la fine del cavallo cent’anni prima, con l’introduzione dei veicoli a motore.
Quindi cosa sta succedendo oggi a petrolio e gas?
 
“Sfortunatamente a volte devo viaggiare in aereo, ma non volo quanto volavo prima, per limitare il mio impatto ambientale, e pianto molti alberi” – ha dichiarato l’attrice Emma Thompson la scorsa settimana, che si è unita in supporto alle proteste “Extinction Rebellion” di Londra volando da Los Angeles, in prima classe, su un aereo che ha emesso 5,7 tonnellate di carbonio per passeggero...
 
...prima emettere lei stessa, con le parole, ancora un po’ d’aria calda.
 
Almeno la sedicenne Greta Thurnberg ha preso il treno dalla Svezia ( forse 0,25 tonnellate di carbonio emesso per passeggero) per ottenere un giro di applausi dai politici del Regno Unito, e gli insulti mordi-e-fuggi dagli idioti autoproclamatisi “contro il politicamente corretto”
 
Lontano da tutto il rumore, la causa diretta del petrolio al picco di sei mesi è stata identificata nelle sanzioni di Donald Trump contro l’Iran, grande esportatore.
 
A partire dal primo maggio, gli USA sanzioneranno qualsiasi paese acquisti petrolio dal regime iraniano.
 
La Cina dice che non le importa, mentre l’India cerca di non offendere ne’ l’Iran nè gli USA.
 
“Perchè l’oro non sta reagendo alla situazione dell’olio iraniano?” si è chiesto ET Now in India la scorsa settimana.
Oggi potrebbe chiederselo anche nel contesto del Venezuela, una volta grande esportatore petrolifero, ora vicino alla guerra civile
 
“Perchè dovrebbe?” è la risposta che abbiamo dato sia settimana scorsa che oggi: “almeno nel breve termine”.
 
 
Di settimana in settimana, il prezzo dell’oro e quello del petrolio si sono mossi nella stessa direzione solo il 57% delle volte negli ultimi 30 anni. 
 
Guardando ai dati trimestrali, la correlazione sale solo al 58%...
 
...ma annualmente, dalla fine degli anni 80 l’oro ed il petrolio si sono mossi nella stessa direzione il 63% delle volte. 
 
In altre parole, bisogna dargli tempo. 
 
Alla Casa Bianca intanto Trump vuole danneggiare i leader dell’Iran ma vuole anche petrolio meno caro...
 
...pretendendo che l’OPEC, il cartello dei maggiori produttori di petrolio, aumentino la produzione per riempire il buco che lui stesso sta creando con l’Iran.
 
La stagione estiva dei viaggi in auto degli USA si avvicina, e successivamente ci saranno le nomine per le elezioni 2020 e le campagne elettorali. 
 
Se parliamo di razionalità, la lotta di Trump con i “nemici” degli USA è difficile da conciliare con combustibili fossili economici. 
 
“I ricercatori hanno indicato che l’inflazione bassa è prevalentemente una conseguenza della globalizzazione, dell’automazione, della de-sindacalizzazione, o di una combinazione di questi tre fattori”, ha osservato BusinessWeek, con il titolo “ L’inflazione è morta?”. 
 
La globalizzazione in particolare,  perchè l’automazione e la desindacalizzazione ne conseguono.
 
Il protezionismo quindi sembrerebbe di supporto all’inflazione, in quanto blocca la libera circolazione dei capitali, lavoro e merci che minacciano gli stipendi delle nazioni occidentali a partire dall’entrata della Cina nel WTO al volgere del millennio. 
 
I banchieri centrali però non sembrano preoccuparsi dell’inflazione.
 
Aprile è stato il primo mese dal 2015 nel quale...
 
...la Fed ha iniziato ad alzare il tasso chiave dal livello d’emergenza di zero...
 
...nel quale nessuna banca centrale nel mondo ha aumentato il costo dei prestiti.
 
La banca centrale della Repubblica Ceca potrebbe rompere questo trend unanime se domani dovesse aumentare i tassi, ma sarebbe l’unica al momento. 
 
Quindi in che direzione stiamo andando? Razionale o ironico? La carrozza trainata dai cavalli, o Gordon Brown?
 
Forse dovremmo preoccuparci di un ritorno dell’inflazione.
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Adrian E. Ash è a capo del Reparto di Ricerca presso BullionVault, il più grande servizio di investimento in oro al mondo. Adrian ha pecedentemente ricoperto il ruolo di Editorial presso la Fleet Street Publications Ltd e di redattore economico dalla City di Londra per The Daily Reckoning; è un collaboratore regolare della rivista finanziaria per investimenti MoneyWeek. I suoi commenti sul mercato dell'oro sono stati pubblicati su Financial Times, Bloomberg e Der Stern in Germania e molte altre pubblicazioni.

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