Oro oggi

La ripresa delle borse aiuta, ma il dollaro pesa sull’oro

Il prezzo dell’oro è aumentato mercoledì rispetto  al punto più basso di quattro settimane, ma non ha superato la soglia dei 1.330$/oncia.
 
Le Borse mondiali non hanno seguito la decisa ripresa di Wall Street dopo la caduta del 6% della scorsa settimana.
 
Sia l’euro che la sterlina hanno continuato a perdere terreno contro il dollaro, permettendo un piccolo guadagno sul prezzo dell’oro per gli investitori europei. 
 
La volatilità continua a colpire i maggiori titoli di Stato, con i rendimenti dei bond italiani, spagnoli e portoghesi in ribasso e quelli tedeschi ed olandesi a lungo termine in aumento. 
 
I titoli di Stato americani sono aumentati di prezzo, in attesa delle dichiarazioni delle autorità della Fed, spingendo ancora una volta verso il basso i rendimenti rispetto ai massimi storici della scorsa settimana.
 
I rendimenti dei titoli di Stato a dieci anni ed il prezzo dell’oro in dollari hanno mostrato la scorsa settimana la più forte correlazione positiva da maggio 2012.
 
Storicamente, la tendenza è stata quella di una proporzionalità inversa tra i due valori.
 
 
Mercoledì la Borsa di Tokyo è salita dello 0,4%, mentre la Cina ha chiuso con un altro deciso ribasso. 
 
Anche il Dax tedesco è aumentato dello 0,4% rispetto al minimo di cinque mesi, mentre il FTSE100 di Londra ha mostrato un +0,7% dal minimo di nove mesi.
 
“Questa caduta delle equity dovrebbe essere un fattore di aumento del prezzo dell’oro come metodo di salvaguardia dei capitali”, osserva Jonathan Butler di Mitsubishi, “invece, nel breve periodo, gli ostacoli del dollaro e dei rendimenti dei titoli di Stato in rialzo ne stanno diminuendo il prezzo”. 
 
Questa “correzione” nelle equity dopo nove anni di corsa ai rialzi “potrebbe essere temporanea”, continua Butler, in quanto “i fondamentali dell’economia restano forti”. 
 
“I benefici della riforma fiscale americana non sono ancora stati percepiti, il rischio di inflazione sembra più probabile del rischio di una recessione. Questo contribuisce a dare all’oro un’immagine costruttiva di metodo assicurativo contro l’inflazione, e promuove anche gli investimenti in metalli preziosi utilizzati nell’industria”. 
 
Il prezzo dell’argento è salito in dollari, diminuendo il rapporto con l’oro a 79,5 rispetto al picco di due anni di martedì, oltre l’80.
 
Il prezzo del platino è rimasto questa settimana sui 986$/oncia, -4,1% rispetto al picco di undici mesi di fine gennaio.
 
Gli amministratori delegati delle maggiori aziende estrattive di platino prevedono che nel 2018 la produzione sarà “minore o al massimo invariata”, secondo quanto riportato oggi da Bloomberg, citando Chris Griffith di Anglo American Platinum ed altri esponenti del settore alla conferenza annuale Mining Indaba a Cape Town. 
 
Il resoconto del World Gold Council mostra un’estrazione aurifera ai massimi storici nel 2017, in espansione da nove anni.  

Adrian E. Ash è Head of Research presso BullionVault, il maggior servizio di investimento in oro al mondo. Adrian ha pecedentemente ricoperto il ruolo di Editorial presso la Fleet Street Publications Ltd e di redattore economico dalla City di Londra per The Daily Reckoning; è un collaboratore regolare della rivista finanziaria per investimenti MoneyWeek. I suoi commenti sul mercato dell'oro sono stati pubblicati su Financial Times, Bloomberg e Der Stern in Germania e molte altre pubblicazioni.

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