Oro oggi

Impennata del prezzo dell'oro dopo il voto in Crimea e successiva correzione dell'1% al ribasso dopo il massimo di sei mesi

I prezzi dell’oro sono scesi dell’1% dal nuovo massimo di sei mesi negli scambi del tardo lunedì in Asia e a Londra, rimanendo intorno ai 1.378$/oz, anche a seguito delle sanzioni imposte dall’Unione Europea contro la Russia in virtù del voto che dovrebbe portare al distacco della Crimea dall'Ucraina.
 
Secondo fonti ufficiali, nella giornata di domenica hanno votato il 75% del milione e mezzo di persone attese alle urne, con una percentauale del 95.5% che si è schierata a favore della separazione dall'Ucraina a vantaggio dell'unione con la Russia.
 
"Il voto in Crimea sta tenendo intatte le offerte di acquisto dell'oro proprio a seguito delle tensioni in Ucraina. Da questo momento la direzione del prezzo del bene rifugio per eccellenza dipenderà da come la situazione si evolverà nei prossimi giorni e settimane”, afferma Joni Teves, analista dei metalli preziosi della banca svizzera UBS.
 
I prezzi dell’oro sono saliti del 4.2% in tre settimane, da quando il presidente ucraino eletto Yanukovych è fuggito da Kiev nella giornata di domenica del 22 febbraio.
 
Nelle 7 settimane precedenti all’accaduto, i prezzi dell’oro erano cresciuti del 10.1% secondo i prezzi del Fixing di Londra.
 
"La dichiarazione del Federal Open Market Commitee (Comitato Federale del Mercato Aperto), organismo della Federal Reserve incaricato di sorvegliare le operazioni di mercato aperto negli Stati Uniti e principale strumento di politica monetaria, sarà la notizia più importante della settimana”, afferma la RBC Capital Markets, riferendosi alla decisione di mercoledì della Federal Reseve, che sancirà probabilmente l’ulteriore Tapering di 10 miliardi di dollari della Banca Centrale nell’ottica del meccanismo del QE, creato per far fronte alla crisi.
 
“Recentemente i prezzi di mercato dei futures hanno aggiunto ulteriore interesse, volume e migliorato la media mobile”, ha affermato George Gero alla RBC. 
 
Gli speculatori che hanno scommesso la scorsa settimana sulla crescita dei prezzi dell’oro attraverso futures e opzioni del Comex americano hanno incrementato le loro posizioni lunghe portandole al livello più alto di 13 mesi, secondo i dati provenienti dal Commodity Futures Trading Commission.
 
Raggiungendo una quota pari a 491 tonnellate di metallo nella chiusura di martedì scorso, le posizioni speculative lunghe alla metà del 2013 hanno toccato il punto più basso di 14 anni al di sotto di un equivalente di 100 tonnellate.
 
“Tenuto conto di questi livelli i prezzi dell’oro potrebbero arrivare a ripercorrere la strada che li ha portati a toccare il punto più alto ad agosto 2013 di 1.434$/oz. Guardando al di la del breve termine non ci aspettiamo che le richieste di oro indugino", afferma Jonathan Butler del conglomerato Mitsubishi.
 
“I prezzi dell’oro si muoveranno probabilmente verso il basso se vi sarà una crescita del dollaro in virtù di positivi dati economici”, afferma una nota della Barclays Bank. 
 
I prezzi dell’oro al Gold Exchange di Shangai, che dovrebbero essere scambiati con un premio rispetto ai prezzi internazionali di Londra, hanno visto estendere il loro sconto a più di 8$/oz in seguito alla caduta dello yuan.
 
Per concludere, i prezzi dell’argento invece sono stati meno aggressivi dell’oro nella mattinata di lunedì ma sono scesi in maniera più pesante per ritornare a 21.20$/oz, lo stesso livello in cui venivano scambiati a metà febbraio.

Adrian E. Ash è Head of Research presso BullionVault, il maggior servizio di investimento in oro al mondo. Adrian ha pecedentemente ricoperto il ruolo di Editorial presso la Fleet Street Publications Ltd e di redattore economico dalla City di Londra per The Daily Reckoning; è un collaboratore regolare della rivista finanziaria per investimenti MoneyWeek. I suoi commenti sul mercato dell'oro sono stati pubblicati su Financial Times, Bloomberg e Der Stern in Germania e molte altre pubblicazioni.

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