Oro oggi

Come moltiplicare i rendimenti asiatici per 230%

Qualunque sia il gusto degli investimenti, il nuovo gusto è indubbiamente "variegato"...

di Adrian Ash - BullionVault.it

SAPEVATE CHE... gli investitori privati posso guadagnare fino al 230% nei rendimenti al rialzo tra oggi e il 2014?

Questo vale con un impegno di soli tre anni. Vendere l'investimento in anticipo garantisce una rendita del 130% dell'investimento iniziale.

E infatti - è veramente troppo bello per essere vero.

"Citigroup ha detto che questi prodotti dovrebbero essere solo per investitori sofisticati. Ma i comuni certamente non erano investitori sofisticati..."

Queste le parole che Eystein Kleven della Financial Supervisory Authority in Norvegia ha espresso questa settimana al quotidiano inglese The Guardian. Egli sta investigando il crollo dei fondi pubblici a Narvik, una cittadina di 18.000 abitanti circa 140 kilometri oltre il circolo artico.

"Terra Securities li ha indotti in errore", spiega Kleven. Il comune ha perso $35 milioni con investimenti ad alto rischio garantiti da mutui americani. A quanto pare anche altri 7 comuni norvegesi sono stati coinvolti.

Perché? Terra Securities si è messa d'impegno a vendere prodotti derivati emessi da Citigroup, ma ha tralasciato il dettaglio che se il prezzo di mercato sarebbe sceso sotto il 55% del valore nominale, i prodotti sarebbero stati riscattati, portando a cittadine come Narvik una perdita istantanea del 45% o più.

Cosa che, ovviamente, è successa l'anno scorso. Eppure Narvik ha scelto di incrementare i fondi di questi prodotti nella speranza di recuperare le perdite subite. Il risultato è che i fund manager hanno fatto la figura degli allocchi due volte!

"Terra Securities non ha comunicato questo meccanismo ai comuni", spiega Kleven. "Non siamo sicuri se i broker stessi avessero compreso il meccanismo."

Secondo un sondaggio pubblicato questa settimana da The Economist e da KPMG:

- un asset manager su cinque in tutto il mondo non ha a disposizione personale sufficiente per comprendere i loro investimenti più complessi;
- un hedge fund su quattro ammette di essere nella stessa situazione;
- un'istituzione su tre che attualmente ha debito collateralizzato o prodotti strutturati non ha alcun "esperto aziendale" per comprenderli;
- solo il 42% dei fund manager ritiene di poter quantificare la propria esposizione ad investimenti complessi.

Questo sondaggio, basato sulle risposte di 330 professionisti in 57 paesi (un terzo degli intervistati è negli Stati Uniti), ha rivelato anche che gli attuali problemi di credito e di strumenti derivati hanno influito negativamente sui rendimenti del 60% dei fondi di investimento. Di conseguenza ora il 70% degli investitori istituzionali vuole ridurre la propria esposizione a prodotti derivati e "altri prodotti finanziari complessi."

Nonostante questo 3/4 dei manager con portafogli di almeno $10 miliardi dice che l'uso di tali strumenti è in crescita!

Ovviamente "i prodotti derivati non uccidono le persone. Sono le persone ad uccidere le persone", scrive Frank Partnoy nel suo classico F.I.A.S.C.O. dei primi anni 90, menzionando un collega di Morgan Stanley. Oltre 15 anni dopo, le persone che maneggiano prodotti derivati ogni tanto "danno ancora di matto".

Basta vedere la carneficina tra gli investment fund malinformati. "Il personale sta facendo fatica a mantenere al passo le proprie conoscenze con la crescente sofisticazione dell'industria", dice Tom Brown, direttore della investment management division per l'Europa di KPMG. "Queste aziende non possono permettersi di continuare ad andare avanti ad occhi chiusi." Andare avanti ad occhi chiusi ha funzionato fino all'estate del 2007, ed è molto meno costoso che formare o assumere personale qualificato. E anche più veloce. Il tempo è denaro quando prodotti strutturati con clausole nascoste stanno per esplodere.

Ma "se l'industria dei fund management vuole mantenere la fiducia dei suoi investitori", indica il sondaggio di The Economist e di KPMG, "sarebbe essenziale sviluppare le conoscenze necessarie e successivamente offrire queste conoscenze agli investitori."

Infatti sarebbe bello! Tutti gli investitori avranno bisogno di tutte le "conoscenze possibili". Perché i prodotti derivati a rischio di esplosione sono sempre di più e la probabilità di trovarseli tra le mani, quindi, è maggiore. E loro hanno grossi budget di marketing - oltre ai media finanziari - per vendere tali prodotti.

"I gruppi continuano ad inondare il mercato con prodotti strutturati mentre gli investitori cercano sicurezze contro la volatilità del mercato", scrive IFAonline, un sito inglese specializzato per consulenti finanziari. Mentre all'inizio offrivano prodotti con zero rischi (la cosiddetta protezione del capitale) gli odierni prodotti strutturati per azioni, obbligazioni e immobili ora offrono grasse opzioni:

- "10 volte l'aumento dell'indice fino ad un massimo del 70%..."
- "rendimenti positivi anche se l'indice scende del 35%..."
- "100% di qualsiasi aumento tra il 65% della quotazione iniziale e quella finale..."
- "downside risk 1:1 con nessuna garanzia o protezione ma un rendimento illimitato del 170% della crescita..."
- "il maggiore tra 0,24 volte il capitale iniziale o 0,75 volte la crescita dell'indice..."

Capito? Qualsiasi fosse stato in passato il gusto degli investimenti, il nuovo gusto è indubbiamente "variegato".

E questo ci fa tornare al rendimento della borsa asiatica moltiplicati per 230%, grazie a Morgan Stanley UK. Non vi è alcun costo per gli investimenti nel nuovo Asia ex-Japan Protected Growth Plan 5. (E il nome fa presumere che ci sono già quattro di questi pacchetti in circolazione.) E con l'unica eccezione del costo di un bonifico di £100 + IVA (ca. 146 euro) "tutti gli altri costi vengono presi in considerazione nelle condizioni offerte", parola della loro brochure.

Anche il tempismo sembra essere dalla parte degli investitori. Infatti il Hang Seng di Hong Kong (ovvero metà del pacchetto di Morgan Stanley per questo prodotto) ha appena subito il ribasso peggiore... da febbraio. Ha perso il 10% del suo valore durante il giugno peggiore da 19 anni, ovvero è il peggior semestre dal 2001.

Se continua così il prezzo di acquisto del prodotto sarà dimezzato per l'inizio dell'anno prossimo. E considerando che il Hang Seng è raddoppiato nell'arco degli ultimi cinque anni, si potrebbe pensare che questo vale anche per il lungo termine.

Ma se davvero fosse così - perché mai Morgan Stanley vorrebbe offrire il 230% di rendita per i prossimi sei anni di crescita?

"L'Early Exit Basket Level è il livello di chiusura ufficiale e cade l'1 settembre 2011", spiega la brochure. Se questo livello è il 30% o più del livello iniziale di settembre 2008, allora l'Early Exit viene applicato automaticamente e "l'investitore potrà decidere se ricevere un importo uguale al 130% dell'investimento iniziale."

Esatto - il 30% in tre anni, indifferentemente da quale sia stato di fatto il rendimento delle azioni asiatiche. E il capitale dell'investitore? Indovinato: non è protetto durante questi tre anni iniziali.

Riassumendo, la crescita per l'investitore è protetta, ma non il suo capitale e sicuramente non l'esposizione al rialzo se l'Early Exit viene attivato. Chi investe nel nuovo Asia ex-Japan Protected Growth Plan 5 di Morgan Stanley, allora, vuole tutto tranne  un forte aumento delle azioni asiatiche. Per ottenere quel guadagno del 230% per il 2014 avranno bisogno di una crescita inferiore al 30% tra adesso e il 2011. Il che, ovviamente, è probabile. Noi non abbiamo nulla contro la nuova offerta di Morgan Stanley e neanche contro le condizioni di tale offerta. Ma ci sta venendo un gran mal di testa a cercare di capire chi mai vorrebbe comprare un simile prodotto.

Come tutte le offerte di investimento strutturato, anche questa viene da una manciata di complessi contratti di prodotti derivati che Morgan Stanley ha comprato. Non solo, ma Morgan Stanley ha anche aumentato il potenziale rendimento dal 200% dell'ex-Asia Growth Plan 4.

Maggiore il guadagno per chi investe, maggiore il rischio per qualcun altro in una qualsiasi parte del mondo... "Il denaro dell'investitore verrà investito in titoli emessi da istituzioni finanziarie con un'affidabilità creditizia, al momento della pubblicazione di questa brochure, di A+ o maggiore in base ai dati di Standard & Poor's. [...] Nel caso in cui queste istituzioni finanziarie fallissero o non riuscissero a mantenere le condizioni di questi titoli, l'investitore potrebbe non ricevere il rendimento anticipato sull'investimento e potrebbe perdere parzialmente o interamente il capitale originariamente investito."

In breve, "il piano non è un investimento garantito", e infatti questa è una delle caratteristiche principali di un investimento. Nulla è certo, soprattutto non un investimento. Ma vale la pena prendere in considerazione la controparte la prossima volta che trovate allettante un rendimento garantito del 230%. In alternativa potreste investire in un qualcosa di semplice e innocuo.

Comprare oro fisico non offre un rendimento garantito complesso se non addirittura assurdo. Ma l'oro posseduto interamente per lo meno non è esposto ai rischi della controparte o delle condizioni di un contratto. E vale sicuramente la pena di comprarlo visto che le banche stanno facendo di tutto per confondere la gente con complessi prodotti derivati... anche mentre le bolle di tali prodotti continuano a scoppiare.

Adrian E. Ash è Head of Research presso BullionVault, il maggior servizio di investimento in oro al mondo. Adrian ha pecedentemente ricoperto il ruolo di Editorial presso la Fleet Street Publications Ltd e di redattore economico dalla City di Londra per The Daily Reckoning; è un collaboratore regolare della rivista finanziaria per investimenti MoneyWeek. I suoi commenti sul mercato dell'oro sono stati pubblicati su Financial Times, Bloomberg e Der Stern in Germania e molte altre pubblicazioni.

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