Oro oggi

Come reagisce l’oro ai cicli di incremento dei tassi di interesse della Fed

Verranno innalzati...oppure no? Chiede Adrian Ash di BullionVault.
 
La risposta più probabile, come la Banca d'Inghilterra ha lasciato intendere la scorsa settimana, è no.
 
La Fed non adotterà alcuna nuova misura durante la riunione di giovedì. I tassi di interesse rimarranno ancora a zero. Il mondo finanziario continuerà ancora ad essere sommerso di soldi, senza che quello stesso denaro possa generare un rendimento decente. 
 
Tutte le discussioni ruoteranno quindi attorno all’idea che la Fed alzerà i tassi di interesse...presto...in futuro...forse.
 
Se è vero che i metalli non sono soggetti a fallimento e non sono soggetti ad inflazione, è altrettanto vero che che non forniscono rendimenti mensili o annuali.  
 
Il denaro consentiva invece di farlo molto tempo fa e, come si augurano in molti , prima o poi lo rifarà. L’oro e l’argento avranno dei costi di opportunità maggiori...mentre il denaro in banca potrebbe generare degli interessi, semplicemente per il solo deposito. 
 
Interessi maggiori vogliono dire prezzi di oro e argento più bassi. 
 
Vero? Veramente no. Considerando i dati, l’oro ha registrato un incremento oltre il 50% delle volte in cui la Fed ha alzato i tassi di interesse. Dal 1968 la Fed ha incrementato i tassi di interesse per 84 volte. 44 volte su 84 l’oro ha registrato un incremento in quegli stessi mesi. 
 
Tale incremento è stato di oltre il 60% per i risparmiatori del Regno Unito, quando la Banca di Inghilterra ha alzato i suoi tassi di interesse (64 volte dall’inizio del 1968, con l’oro che è salito per ben 39 volte).
 
Cosa significa tutto ciò, vuole forse indicare che la minaccia dell’incremento dei tassi era già stata considerata nel prezzo? 
 
Questo è il pensiero comune degli analisti del mercato dell’oro in questo momento. Compra quando iniziano a circolare delle attese positive, vendi quando queste attese si concretizzano o diventano di pubblico dominio... perchè il rally dell’oro si verificherà quando la minaccia della Fed dell’incremento dei tassi si compirà. 
 
I dati per l’ennesima volta si rifiutano di confermarlo. Dal 1968, l'oro è diminuito solo 34 volte su 84 nei tre mesi che hanno portato all’incremento dei tassi di interesse della Fed...a malapena il 40% delle volte. Per i risparmiatori britannici è stato più o meno lo stesso (circa 28 su 64, circa il 44%).
 
Chi cerca di fare affari a buon mercato, dovrebbe sfruttare l’occasione data dalla fed prima che la stessa inizi ad increementare i tassi, a prescindere dal momento in cui tale incremento avverrà. Allo stesso modo dovranno fare coloro che sono intenzionati a vendere. Una delle due parti avrà la peggio, ma solo con il senno di poi.
 
Il parere degli analisti è interessante ad ogni modo, perchè il primo incremento, se mai verrà effettuato, sposterà il dibattito sul quanto a lungo e fino a dove la Fed si spingerà nell’effettuarlo.
 
Un piccolo incremento dello 0,25% vorrà dire essere lontani dal vecchio e abituale tasso di interesse. Gli economisti pensavano si potesse arrivare fino al 5% all’anno, e quello è stato il livello al quale l’ex presidente della Fed, Ben Bernanke, si era spinto nel 2005...appena in tempo per far esplodere la bolla dei derivati americani, portando ai minimi i tassi di
interesse in tutto il mondo.
 
L'urgenza, tuttavia, deriva dal fatto che questa settimana il rialzo dei tassi di interesse americani (sempre che la Fed osi farlo) non sarà come un qualsiasi rialzo avvenuto in passato.
 
Sarà il primo rialzo in un decennio che dovrebbe segnare un cambio di direzione dopo 7 anni di tassi volutamente tenuti a zero e l’inizio di un ciclo di incremento che sarà diverso da qualsiasi altro. 
 
Se il compito della storia è fornire un’indicazione sul comportamento dell’oro nella settimana dell’incremento dei tassi – se ciò dovesse verificarsi – sarà possibile sapere come reagirà l’oro a questo ciclo di incrementi da parte della Fed?
 
C'è un modello? Chiediamo storia.
 
Secondo i nostri calcoli, la Fed ha effettuato 8 cicli di incremento dei tassi di interesse nel corso degli ultimi 45 anni. La tabella in basso mostra il comportamento dell’oro alla vigilia dell’inizio dell’effettivo incremento. Il punto di partenza è proprio quello odierno.
 
Come è possibile notare, la tabella riporta in termini percentuali il cambio del prezzo nei tre mesi precedenti a ciascun ciclo di incremento....durante i primi tre mesi in cui tale incremento è avvenuto...e durante i primi 12 mesi di ciascun ciclo di incremento. 
 
In basso, è possibile inoltre notare i rendimenti medi, insieme a dati medi per ciascun periodo fin dal 1970 – sia quando sono saliti, siano quando sono stati tagliati e quando invece non sono stati modificati. (La mediana è il punto in cui la metà dei risultati è migliore e l’altra metà è peggiore).
 
 
Sicuramente le medie mentono e le circostanze che hanno accompagnato ciascun ciclo erano diverse. Lo sono anche oggi, perchè se la Fed dovesse incrementare i tassi giovedì, la notizia farà scalpore dopo la più lunga pausa della storia americana di tassi interesse al minimo.
 
Ciò che risalta è la strana somiglianza del comportamento dell’oro durante gli ultimi due cicli di incremento dei tassi. 
 
Sia nel giugno del 1999 che nel giugno del 2004 gli scambi sull’oro sono stati il 6,6% inferiori nei tre mesi precedenti (secondo dati di fine mese). Successivamente il metallo compiva dei rally – battendo il guadagno medio di tutti i tre mesi dal 1970 – prima di registrare un incremento inferiore rispetto alla media in tutti i periodi di 12 mesi dal momento del primo anniversario di inizio del ciclo di incremento, e battendo la media con un ampio margine del 10,4% in entrambi i casi. 
 
Strano era e strano continua ad esserlo. Il prezzo dell’oro in dollari viene scambiato il 6,6% al di sotto del punto in cui si trovava 3 mesi fa. 
 
Se la Fed avesse il coraggio di alzare i tassi di interesse, il comportamento del prezzo dell’oro apparirà stranamente normale durante gli ultimi 3 cicli. Per quanto riguarda il suo comportamento in seguito, non credo sinceramente che lo arriveremo a scoprire, in quanto non credo che la Fed abbia il coraggio di alzarli.
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Adrian E. Ash è Head of Research presso BullionVault, il maggior servizio di investimento in oro al mondo. Adrian ha pecedentemente ricoperto il ruolo di Editorial presso la Fleet Street Publications Ltd e di redattore economico dalla City di Londra per The Daily Reckoning; è un collaboratore regolare della rivista finanziaria per investimenti MoneyWeek. I suoi commenti sul mercato dell'oro sono stati pubblicati su Financial Times, Bloomberg e Der Stern in Germania e molte altre pubblicazioni.

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