Oro oggi

+ 15% sui nuovi investimenti in oro rispetto alla media mensile del 2015. Il Regno Unito guida l'incremento dei prezzi dall'inizio dell'anno, +8,9%

Positivo l'inizio dell'anno dell'oro nelle tre valute principali, scrive Adrian Ash di BullionVault.
 
Le preoccupazioni derivanti dai mercati azionari del mese di gennaio hanno fatto registrare il più alto incremento nel numero di nuovi investitori privati degli ultimi 6 mesi per l'acquisto di oro e argento professionale, secondo i nuovi dati rilasciati da BullionVault; mentre l'attività di investimento da parte della clientela preesistente non si è fatta notare per incrementi rilevanti.
 
L'incremento nell'apertura di nuovi conti sulla piattaforma di BullionVault è stata del 15% superiore alla media mensile dello scorso anno. L'aumento è stato guidato dal Regno Unito con un +42%. 
 
Il più rapido aumento del prezzo degli ultimi 12 mesi, avuto nel mese di gennaio, ha spinto molti clienti a vendere sfruttando il guadagno del metallo pari al +4,7% in dollari, del +5,3% in euro e del +8,9% in sterline.
 
In conseguenza dell'attività di vendita, il Gold Investor Index – che misura il numero di acquirenti e venditori netti durante il mese – è scivolato dal dato di 53 di dicembre al dato di 51.6 dello scorso mese.
 
Una lettura di 50 indicherebbe un perfetto equilibrio tra acquirenti e venditori netti. 
 
 
In precedenza l'indice aveva toccato il minimo di 5 anni di 50,5 durante il gennaio del 2015, quando un altro rally del metallo aveva portato ad un'ondata di vendite. 
 
Un rinnovato interesse per l'acquisto di oro si è avuto dappertutto, ma il dato più sorprendente l'ha fatto registrare il Regno Unito. L'oro è salito al crollo dell'indice FTSE con la sterlina che ha invertito il comportamento dello scorso anno.
 
La crisi finanziaria ha mostrato come il metallo possa davvero comportarsi come assicurazione finanziaria e potrebbe rappresentare un rimedio a basso costo se i mercati continuassero a peggiorare nel 2016.
 
La base dalla quale l'oro è partito è stata quella dei minimi pluriennali della scorsa estate, per cui non è da considerarsi una sorpresa il fatto che una parte degli investitori ne stia approfittando per contenere le perdite realizzate in precedenza. 
 
I trader più accorti hanno colto l'occasione per vendere e realizzare dei guadagni. 
 
 
 
Anche chi ha investito in argento ha deciso di vendere a gennaio piuttosto che a dicembre, portando il Silver Investor Index fortemente al ribasso dal dato di dicembre di 53.5 a quello di 50.1 di gennaio.
 
 
In termini di peso gli investitori in argento hanno mantenuto invariati i quantitativi in deposito che sono rimasti pari a 547 tonnellate complessive.
 
Le partecipazioni in oro sono salite per il quinto mese di fila, in crescendo dello 0,1% fino a 34,5 tonnellate tenute in deposito presso le camere blindate di Londra, New york, Singapore, Toronto e Zurigo.

Adrian E. Ash è Head of Research presso BullionVault, il maggior servizio di investimento in oro al mondo. Adrian ha pecedentemente ricoperto il ruolo di Editorial presso la Fleet Street Publications Ltd e di redattore economico dalla City di Londra per The Daily Reckoning; è un collaboratore regolare della rivista finanziaria per investimenti MoneyWeek. I suoi commenti sul mercato dell'oro sono stati pubblicati su Financial Times, Bloomberg e Der Stern in Germania e molte altre pubblicazioni.

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