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Ratio oro/argento nel 2015: l’argento potrà salire quando l’oro scende?

In questo momento l’argento sembra più economico, non solo perchè ha perso il 70% in dollari durante gli ultimi tre anni e mezzo, scrive Adrian Ash di BullionVault.

Secondo Yahoo Finance, questo è il punto di vista dei piccoli investitori privati, insieme alla politica “distruttiva” della Fed nei confronti del dollaro, nonostante il QE sia finito e l’incremento dei tassi di interesse sia il passo successivo che verrà intrapreso.
 
Un numero crescente di analisti non manca di sottolineare che l’argento è economico, molto più economico se paragonato all’oro. Tanto economico da rendere l’acquisto dello stesso rispetto all’oro – anche attraverso la speculazione sul rapporto tra i metalli, rimanendo corti sull’oro e lunghi sull’argento – un gioco interessante.
 
Il punto principale è che la lunga storia di oro e argento come “metalli monetari” continua ad indugiare e i loro prezzi continuano a ritracciarsi molto da vicino al giorno d’oggi.  
 
La Capital Economics, uno studio di consulenza del Regno Unito, crede che la perdita realizzata da entrambi i metalli sia eccessiva e la ratio tra oro e argento sia errata. Questo perchè, considerato il crollo del prezzo di entrambi i metalli, l’argento è diminuito troppo velocemente, portando il valore relativo dell’oro al massimo di 5 anni, vicino al rapporto di 75 a 1.
 
Nelle sue previsioni, la Capital Economics afferma che “una ratio più normale di 60 e prezzi sull’oro invariati, porterebbe il prezzo dell’argento sui 20$/oz entro la fine del 2015, con un rally dell’oro fino ai 1200$/oz”. Essendo l’argento un metallo principalmente industriale potrebbe successivamente salire fino a 23$/oz nel 2016, nell’ipotesi di una “ripresa economica”.
 
L’oro, invece, essendo storicamente inutile per l’industria, ma amato da consumatori e investitori, si ipotizza possa essere scambiato intorno a 1400$ in due anni da adesso.  
 
L’inconveniente è dato dal fatto che il livello di 60, definito “normale” rappresenta la media solo degli ultimi 20 anni. Le medie a lungo termine che riguardano la ratio oro/argento sono inferiori, e di molto. Oggi l’argento è molto sottovalutato rispetto all’oro e la ratio oro/argento è più alta perchè nel mondo si sta decidendo di prezzare l’oro maggiormente nel corso del tempo. 
 
La crosta terrestre potrebbe contenere un quantitativo d’argento 20 volte superiore a quello dell’oro. La produzione mondiale lo scorso anno è stata di 8 a 1, ma considerando i prezzi di mercato, nella tabella qui in basso è possibile osservare il movimento della ratio oro/argento negli ultimi 100 anni.
Andando a ritroso nel tempo, quando il prezzo dell’argento era di circa 10$/oz nella Venezia medievale, la ratio oro/argento venne successivamente portata intorno a 15.2 a 1 da Isaac Newton, quando stabilì ciò che più tardi diventò il sistema aureo in sterline all’inizio del 1700.
 
Un centinaio di anni dopo, gli Stati Uniti d’America lanciarono il sistema bimetallico con un indice di 15,5 a 1, ma una volta che il sistema aureo divenne il sistema mondiale di riferimento, spingendo l’argento al di fuori del sistema monetario, l’indice crebbe vertiginosamente agli inizi del XX secolo raggiungendo il picco di 100 durante la grande depressione.
 
I prezzi dell’oro vennero portati a 35$/oz dopo la seconda guerra mondiale, proibendone lo scambio e la proprietà privata per mantenere quel rapporto. L’inflazione monetaria crebbe rapidamente però, incrementando i prezzi dell’argento e portando al crollo il rapporto oro/argento al di sotto di 20, fino a quando l’oro non venne definitivamente svincolato dal dollaro americano durante gli anni ’70.
 
Durante i successivi 40 anni, quello stesso rapporto è salito e sceso diverse volte, con una media di 60 negli ultimi 2 anni. Per riportare quel rapporto su quei livelli nel 2015, l’argento dovrebbe guadagnare il 12% in dollari, con il prezzo dell’oro invariato vicino al minimo di 4 anni e mezzo di 1150$/oz.
 
Considerando il valore relativo tra i metalli al minimo di 5 anni, non è solo la Capital Economics che pensa che il metallo più economico possa avere prestazioni potenzialmente migliori dell’oro. La banca di investimenti J.P. Morgan ha appena rivisto le sue previsioni per il 2015, con una media del rapporto pari a 66 rispetto al valore attuale di 74. La banca olandese ABN Amro, per contro, ha suggerito ai suoi investitori di non comprare oro – definendolo un “falling knife” [bene senza valore] – ma affermando al contempo che i prezzi dell’argento recupereranno.
 
Questa tabella mostra come la ABN si aspetti che l’argento cresca di valore nominale in dollari il prossimo anno, recuperando fino a 18$/oz entro la fine del 2015. Con prezzi dell’oro a 800$oz, ciò vorrebbe dire portare il valore relativo dell’oro da 75 a 44.
 
Cosa potrebbe accadere realmente? Quelle appena menzionate sono solo ipotesi. Un rapporto pari a 44 si è avuto 4 volte negli ultimi 30 anni, solo quando i prezzi dell’argento hanno raggiunto dei picchi di mercato. L’argento può avere un incremento così forte quando i prezzi dell’oro scendono?
 
Le restrizioni del periodo successivo alla seconda guerra mondiale iniziarono a venir meno dal 1968. A partire da quel momento, considerando un periodo di 12 mesi, l’oro e l’argento si sono mossi nella stessa direzione il 75% delle volte. L’oro salì di prezzo e l’argento diminuì il 17% delle volte, ma l’argento salì quando l’oro diminuì solo il 7% delle volte – e quasi la metà di quelle volte, avvenne in conseguenza degli acquisti effettuati da Warren Buffet alla fine degli anni ‘90.
 
Berkshire Hathaway, la società finanziaria di proprietà di Buffet, arrivò ad avere 130 milioni di once, circa un sesto dell’intera produzione annuale d’argento. Una speculazione quest’ultima, che andò vicina a quella operata dai fratelli Hunt, che alla fine degli anni ’70 cercarono di manipolare il mercato dell’argento. Perchè l’argento possa terminare la sua crisi, e ritornare su livelli più alti, vi sarebbe la necessità di un altro sponsor “ultra ricco”, afferma un autorevole analista. 
 
La storia dimostra che l’argento può salire e l’oro scendere, seppur questa eventualità sia rara. Se l’argento sale del 50% entro la fine del 2016 - secondo le previsioni da qui a due anni della Capital Economics che vedrebbero il metallo a 23$/oz - considerando i dati storici anche l’oro dovrebbe salire.
 
In tutti i giorni di scambio dal 1970 a oggi, l’argento è rimasto il 50% - o oltre – più in alto del prezzo dei due anni precedenti il 22% delle volte (secondo i dati di Fixing). L’oro invece è sempre stato più in alto. Inoltre, quando l’argento è salito del 45/55% più in alto rispetto ai due anni precedenti - circa 1 giorno su 30 negli ultimi 11270 giorni – anche l’oro è salito, gudagnando circa il 40%
 
In conclusione, l’argento sale e l’oro scende? In un breve lasso di tempo potrebbe succedere, ma dal 2015 fino alla fine del 2016...? Non scommetteteci.

 

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Adrian E. Ash è Head of Research presso BullionVault, il maggior servizio di investimento in oro al mondo. Adrian ha pecedentemente ricoperto il ruolo di Editorial presso la Fleet Street Publications Ltd e di redattore economico dalla City di Londra per The Daily Reckoning; è un collaboratore regolare della rivista finanziaria per investimenti MoneyWeek. I suoi commenti sul mercato dell'oro sono stati pubblicati su Financial Times, Bloomberg e Der Stern in Germania e molte altre pubblicazioni.

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