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Prezzo dell'oro in rally recupera $30 all'oncia

I prezzi dell’oro sono saliti lunedì mattina durante la sessione londinese, recuperando oltre $20 del crollo di $50 avvenuto venerdì, toccando i $1287 all’oncia mentre i mercati azionari mondiali crollavano in attesa del default tecnico del governo degli Stati Uniti previsto per questa settimana.
 
Il SPDR Gold Trust (GLD) nel frattempo è salito dell’1,2% a $124,05 dopo aver perso il 3,1% la scorsa settimana.
 
“Nonostante un default favorirebbe chiaramente i prezzi dell’oro” scrive Jonathan Butler di Mitsubishi, “è molto improbabile che gli Stati Uniti oltrepassino il tetto del debito.”
 
“Nei giorni a venire i prezzi potrebbero calare ancora mentre la risoluzione di questa situazione favorisce gli asset rischiosi e spostamenti dall’oro.”
 
I leader democratici al senato ieri si sono rifiutati di accordarsi per un accordo a breve termine per evitare il limite del tetto del debito soltanto tramite la riduzione dei costi durante il 2014, riporta il New York Times.
 
Il default “risulterebbe in un enorme problema per tutto il mondo, e si rischierebbe di cadere in una nuova recessione” ha dichiarato Christine Lagarde, direttore del FMI.
 
Dopo essere crollati venerdì a $1264 all’oncia, le quotazioni dell’oro oggi “sono state sostenute da un buon livello di domanda di oro fisico” scrive Bloomberg, citando Bernard Sin del gruppo MKS, riferendosi agli acquisti al mercato ufficiale in Asia.
 
Tra gli investitori occidentali invece, il fondo GLD ha perso ulteriori 9 tonnellate di metallo durante il crollo del prezzo della scorsa settimana, portando il sottostante a un nuovo minimo degli ultimi 56 mesi, a 891 tonnellate.
 
In India e in Cina, i due mercati più importanti per l’acquisto di oro fisico, alcuni nuovi dati hanno indicato che l’inflazione al consumo in entrambe le nazioni ha raggiunto il massimo di sette mesi durante il mese di settembre.
 
Le aziende di raffinazione in India nel frattempo stanno producendo al 25% del loro potenziale, secondo i dati del settore. Le misure restrittive per ostacolare le importazioni impediscono infatti che si raggiunga lo stock necessario per soddisfare la domanda della stagione festiva in atto.
 
Il crollo della scorsa settimana nel sottostante dell’ETF sull’oro ha coinciso con un crollo di 120 tonnellate nel più importante ETF sull’argento, il iShares Silver Trust.
 
La riduzione del sottostante è stata al ritmo più alto da maggio, ma l’ETF SLV è sceso al minimo delle ultime tre settimane a 10.505 tonnellate.
 
Il prezzo dell’argento oggi è aumentato in proporzione più di quello dell’oro, dell’1,5% nella mattinata delle transazioni di Londra rispetto alla chiusura di venerdì.

Adrian E. Ash è Head of Research presso BullionVault, il maggior servizio di investimento in oro al mondo. Adrian ha pecedentemente ricoperto il ruolo di Editorial presso la Fleet Street Publications Ltd e di redattore economico dalla City di Londra per The Daily Reckoning; è un collaboratore regolare della rivista finanziaria per investimenti MoneyWeek. I suoi commenti sul mercato dell'oro sono stati pubblicati su Financial Times, Bloomberg e Der Stern in Germania e molte altre pubblicazioni.

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