Oro oggi

Prezzo dell’oro a 1970 $, ancora 50 $ di troppo per la Cina mentre lo yuan cresce

I PREZZI DELL'ORO hanno raggiunto i 1970 $ all’oncia per la prima volta in una settimana questo martedì, mentre il dollaro scende in vista della decisione politica federale degli Stati Uniti di domani, e lo yuan aumenta”, afferma Adrian Ash della BullionVault.

Le statistiche ufficiali di Pechino sostengono che la nazione più popolosa al mondo – dove la pandemia Covid-19 ha avuto origine e dove le vaccinazioni di massa potrebbero iniziare a novembre – abbia visto la vendita al dettaglio e la produzione industriale aumentare ad agosto, con una riduzione degli investimenti aziendali in beni patrimoniali del solo 0.3% rispetto al calo previsto dell’1.6%

I mercati azionari asiatici ed europei hanno registrato aumenti dopo il recupero del titolo tecnologico statunitense Nasdaq di più del 10% rispetto al crollo della scorsa settimana, e i principali rendimenti dei titoli di stato sono saliti dopo che la domanda globale di greggio è cresciuta, in corrispondenza del rientro a scuola e al lavoro dell’emisfero nord, dove le persone sembrano preferire le auto private ai mezzi pubblici.

Lo yuan è balzato a 6.87 ¥ per dollaro, nuovo record degli ultimi sedici mesi.

Sebbene anche i prezzi dell’oro cinese siano aumentati a 417 ¥ per grammo al fixing sull’oro di Shanghai, rimangono comunque di 53 $ inferiori rispetto le quotazioni di Londra, segnalando un continuo eccesso di offerta rispetto alla domanda nella nazione consumatrice numero uno dell’oro.

“La doppia circolazione e il “disaccoppiamento” tra Stati Uniti e Cina sono due cause di rafforzamento dello yuan” afferma un editoriale dell’analista londinese Neal Kimberly per il South China Morning Post.

Una domanda più debole per beni cinesi da parte degli Stati Uniti – asse chiave della strategia economica della campagna di rielezione del presidente Trump – “significherà meno pressione sullo yuan per rimanere competitivo contro il dollaro”, scriver Kimberly, mentre il nuovo stimolo interno di Pechino “richiederà molte materie prime valutate in dollari americani”.

Il presidente Trump ha affermato durante il Labor Day della scorsa settimana: “Siamo stati derubati da [molti] altri Paesi, ma mai come dalla Cina”. 

“Se Biden vincesse le prossime elezioni, vincerebbe anche la Cina, che avrebbe la proprietà totale della nostra nazione” ha sostenuto il presidente, chiamando il suo opponente democratico uno “stupido” il cui “tradimento economico” invertirebbe il “disaccoppiamento” tra le prime due economie al mondo, iniziato dall’enorme aumento delle tariffe di importazione, dai divieti di esportazione tecnologica e dall’attacco al social media TikTok dell’amministrazione Trump.

“L’ultimo, e forse il più significativo sviluppo… è la nuova strategia di “doppia circolazione” [del presidente cinese Xi Jinping], annunciata per la prima volta al meeting del Politburo di maggio”, hanno affermato gli analisti del Center for Strategic and International Studies di Washington il mese scorso.

“Il DCS prevede un allontanamento dall’integrazione globale (la prima circolazione) e una maggiore dipendenza interna (la seconda circolazione), dice la CISI, con Pechino che “prende l’iniziativa del cambiamento” sostituendo la dipendenza economica dalle esportazioni con un consumo più forte dei consumatori locali.

I prezzi dell’oro in Cina, dove l’esportazione di lingotti è proibita, sono tuttavia storicamente bassi rispetto ai prezzi del mercato libero, senza cambiamenti neanche alla fine di gennaio, dal momento che il capodanno lunare – periodo tradizionalmente di alta stagione per la gioielleria e gli investimenti – è stato interrotto dalla pandemia Covid-19 e dai lockdown.

Editing e traduzione articolo a cura di Alessia Ceccarelli.

Adrian E. Ash è Head of Research presso BullionVault, il maggior servizio di investimento in oro al mondo. Adrian ha pecedentemente ricoperto il ruolo di Editorial presso la Fleet Street Publications Ltd e di redattore economico dalla City di Londra per The Daily Reckoning; è un collaboratore regolare della rivista finanziaria per investimenti MoneyWeek. I suoi commenti sul mercato dell'oro sono stati pubblicati su Financial Times, Bloomberg e Der Stern in Germania e molte altre pubblicazioni.

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