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Premi cinesi al di sotto del prezzo di Londra, yuan crolla, mercati azionari mondiali crescono

I prezzi dell’oro in Cina, nella giornata odierna, sono scesi al di sotto del prezzo internazionale di Londra, per la prima volta da novembre mentre lo yuan faceva segnare il calo più rapido di 3 anni a questa parte nel mercato delle valute.
 
Nonostante una crescita di valore dello 0.8% in yuan, il contratto maggiormente scambiato sul Shangai Gold Exchange ha chiuso martedì con uno sconto di 3.60$/oz, rispetto al prezzo internazionale di Londra.
 
I volumi odierni di scambio d’oro a Shangai hanno quasi doppiato il livello di ieri in termini di valore, di poco al di sotto rispetto al punto più alto di tre mesi raggiunto lo scorso lunedì, mentre il mercato azionario della città è sceso del 2%.
 
I mercati azionari mondiali, al contrario, sono cresciuti per raggiungere complessivamente il massimo di sei anni sull’indice MSCI, con l’indice Nikkei in crescita dell’1.44% sopra i 15 mila punti.
 
In dollari, il prezzo spot dell’oro a Londra, dopo un leggero calo, hanno recuperato fino a chiudere a 1.339$/oz mentre i prezzi dell’argento hanno continuato a scivolare, attestandosi comunque sui 21.85$/oz.
 
“Ritengo il prezzo un pò troppo alto per gli asiatici, perchè possano comprare oro. Per molto tempo il prezzo è stato sotto i 1.300$oz e le persone hanno comprato tanto”, ha affermato lo scorso week end Yuichi Ikemizu, Manager della Standard Bank di Tokio.
 
L’import di lingotti d’oro, attraverso Hong Kong, verso la Cina sono diminuiti del 5% a Gennaio per andare sotto le 90 tonnellate nette, secondo quanto emerso dai nuovi dati di oggi mostrati dalla Hong Kong Census e dal dipartimento di statistica.
 
L’import netto totale di oro durante il 2013, ha segnato il record di 1.108, 8 tonnellate. 
La domanda finale di consumo di oro in Cina le ha permesso di diventare la nazione numero uno al mondo.
 
“I cinesi si sono comportati da venditori una volta di più nel mercato aperto del Shangai Open Exchange”, dice una nota di un operatore asiatico del gruppo svizzero MKS.
 
Facendo notare il primo sconto di Shangai, “da molto tempo”, sui lingotti d’oro, quella riduzione a fronte del prezzo internazionale  “ha attirato di più la vendita”, ha aggiunto.
 
Le partecipazioni in lingotti d’oro presso la Banca Centrale turca, hanno fatto segnare una riduzione di 31.2 tonnellate nel mese di gennaio secondo i dati IMF, pari ad un taglio del 6% delle sue riserve fisiche.
 
La Turchia, quarto paese al mondo per consumo di oro, ha visto crescere le sue riserve ufficiali di lingotti quattro volte negli ultimi due anni e mezzo, grazie alle nuove regole che permettono alle banche di tenere parte del loro capitale in depositi di oro presso la Banca Centrale.

Adrian E. Ash è Head of Research presso BullionVault, il maggior servizio di investimento in oro al mondo. Adrian ha pecedentemente ricoperto il ruolo di Editorial presso la Fleet Street Publications Ltd e di redattore economico dalla City di Londra per The Daily Reckoning; è un collaboratore regolare della rivista finanziaria per investimenti MoneyWeek. I suoi commenti sul mercato dell'oro sono stati pubblicati su Financial Times, Bloomberg e Der Stern in Germania e molte altre pubblicazioni.

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