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Oro : l’aumento del tasso d’interesse della Fed è già calcolato

L’oro è salito nuovamente in tutte le valute in attesa dell’aumento dei tassi d’interesse della Fed Mercoledì, recuperando la perdita di 10$/oncia della scorsa settimana e tornando sui 1.322$/oncia per gli investitori americani.

L’argento ha recuperato metà del calo della scorsa settimana dell’1,5% ed ha raggiunto i 16,45$/oncia, e le materie prime in generale sono aumentate di prezzo, insieme con il rendimento dei bond americani del Tesoro a lungo termine, il quale è arrivato al 2,9%, solo cinque punti base al di sotto del picco di quattro anni di metà febbraio.

I rendimenti dei titoli di Stato europei sono aumentati, ma restano al di sotto dei massimi raggiunti recentemente, con i tassi del Regno Unito e della Germania che hanno raggiunto rispettivamente l’1,55% e lo 0,6%.

“Un aumento dei tassi d’interesse da parte della Fed è già calcolato”, osserva UBS indicando il prezzo dell’oro, “per cui c’è spazio per una breve ripresa del prezzo dell’oro, che accade tipicamente dopo un aumento dei tassi d’interesse”.

“Ma un tono aggressivo potrebbe limitare questa possibilità”.

“La prima conferenza stampa di Jerome Powell dopo le decisioni sulla politica monetaria sarà osservata da vicino ancora di più dell’annuncio della decisione sui tassi d’interesse”, concoorda una nota di Marex Spectron.

Per i prezzi dell’oro, i movimenti saranno instabili e “nervosi” prima della decisione.

“Non c’è dubbio su 25 punti base di aumento del tasso d’interesse”, secondo la banca francese Natixis, “la questione è se le previsioni punteranno a quattro aumenti quest’anno invece dei tre attuali”.

Gli ultimi dati di CME Group indicano che le speculazioni ora indicano per il 97,2% un aumento dell’1,75% al meeting di oggi, in rialzo dall’81,7% dello scorso mese.

Un altro aumento a giugno è previsto dall’84% delle speculazioni (in rialzo rispetto al 58,5% del mese scorso), mentre le speculazioni per un ulteriore aumento a settembre sono al 52,2%, contro il 37,3% di un mese fa.

Un quarto aumento a dicembre sembra meno probabile, con solo il 31,4% delle scommesse che puntano su una chiusura annuale con il tasso d’interesse al 2,5%.

Tuttavia anche queste scommesse sono aumentate rispetto al 21,7% del mese scorso.

“Le aspettative a lungo termine vedono l’oro stabile dentro i valori di oscillazione attuali, senza poter facilmente superare i massimi degli ultimi anni”, continua UBS, riportando la fiducia degli investitori svizzeri e di quelli di New York.

“La maggior parte di quelli con cui abbiamo parlato riconosce all’oro il fatto di essere resistente ai tassi d’interesse più alti, ma riconosce anche che la debolezza del dollaro ha avuto un contributo fondamentale”.

“Alcuni prevedono che l’oro tornerà sotto i 1.300$/oncia, ma non è probabile un declino consistente”.

“La domanda cinese di oro fisico continua a trainare il prezzo”, secondo una nota del raffinatore svizzero MKS Pamp.

“In attesa della decisione dell’FOMC di oggi, l’oro si è allontanato dal minimo di 1.303$/oncia di inizio Marzo, e dalla media mobile a cento giorni di 1.305$/oncia”.

“Entrambi i valori sono di supporto, se i tassi dovessero aumentare ed il dollaro apprezzarsi”.

“L’oro sembra aver stabilito un valore minimo di supporto a livello grafico a 1.302-1.300$/toz, media mobile a cento giorni”, concorda Société Générale.

La media mobile a cento giorni dell’oro è invece stimata a 1.305$/oncia da Scotia Mocatta.

Adrian E. Ash è Head of Research presso BullionVault, il maggior servizio di investimento in oro al mondo. Adrian ha pecedentemente ricoperto il ruolo di Editorial presso la Fleet Street Publications Ltd e di redattore economico dalla City di Londra per The Daily Reckoning; è un collaboratore regolare della rivista finanziaria per investimenti MoneyWeek. I suoi commenti sul mercato dell'oro sono stati pubblicati su Financial Times, Bloomberg e Der Stern in Germania e molte altre pubblicazioni.

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