Oro oggi

Oro: report settimanale del 06/07/12

Di Ben Traynor - BullionVault

SETTE GIORNI DI ALTI E BASSI per l’oro e l’argento, che hanno finito la settimana allo stesso livello di dove l’avevano iniziata, per lo meno per quanto riguarda il prezzo in dollari. Dopo un rally martedì, e una giornata tutto sommato tranquilla mercoledì, quando i mercati US erano chiusi per la festa dell’indipendenza, giovedì l’oro ha avuto un calo, quando tre delle principali banche centrali hanno annunciato che avrebbero allentato la loro politica monetaria.

La Banca centrale cinese ha preso i mercati in contropiede, annunciando il secondo taglio ai tassi di intesse in due mesi. Nel frattempo a Londra la Banca d’Inghilterra annunciava un ennesimo round di quantitative easing di 50 miliardi di sterline.

Poi il turno della Banca Centrale Europea, che ha tagliato i tassi di interesse al minimo storico dello 0,75%. La BCE ha anche tagliato a zero gli interessi sui depositi, che significa che le banche che hanno depositi alla BCE non riceveranno alcun rendimento. Questa mossa della BCE ha spinto la Banca centrale della Danimarca a spingere i tassi di interesse sotto zero, allo - 0.2%.

Giovedì è stato anche emanato il report di ADP Employment. Prodotto privatamente una volta al mese, il report indicava dati migliori delle aspettative, fatto che ha spinto ulteriormente il dollaro contro l’euro, che già era in difficoltà per via delle decisioni della BCE.

Diversamente da quanto scritto nel report, i dati ufficiali dei nonfarm payroll divulgati venerdì non hanno superato le aspettative. I dati ufficiali indicano che i nuovi posti di lavoro durante il secondo trimestre sono stati una media di 75mila al mese, ovvero la metà di quelli che Ben Bernanke, presidente della Fed, giudica necessario.

Nonostante questo, sarebbe affrettato concludere che verrà annunciato un terzo round di quantitative easing tra tre settimane e mezzo, quando ci sarà il nuovo meeting della Fed. Anche se inferiore alle aspettative, il report di venerdì sui nonfarm payroll includeva una rettifica all’eccesso dei dati di maggio, e il tasso di disoccupazione è rimasto stabile all’8,2%.

Nel Regno Unito nel frattempo cresce il dubbio sull’efficacia della manovra di QE. L’impatto sul mercato sembra essere meno sostanziale ogni volta che un round viene annunciato, e sembra si voglia procedere con ulteriori politiche di stimolo, come un programma “Funding for Lending” mirato ad incoraggiare i prestiti dalle banche alle aziende.

Questo potrebbe aumentare il target per l’approvazione di ulteriore QE negli Stati Uniti, specialmente visto che all’orizzonte ci sono le elezioni presidenziali e la Fed intende mantenere un’apparenza di imparzialità.

Tutto questo spiega perché il dollaro ha continuato a rafforzarsi durante la giornata di venerdì, lasciando il prezzo dell’oro in dollari leggermente al di sotto della chiusura della settimana precedente. Il prezzo in sterline ha avuto un leggero rialzo, mentre il prezzo in euro ha visto un incremento del 2,2%, suggerendo che l’oro manca ancora di brillantezza propria, e i movimenti sono legati strettamente ai quelli dei mercati valutari.

La prossima settimana si tenga d’occhio ai dati sull’inflazione e sul commercio in Cina, e la pubblicazione dei verbali dell’ultimo meeting della Fed, che dovrebbe dare indicazione di cosa hanno in mente Bernanke & co.

Laureato in economia a Cambridge, già giornalista per la Fleet Street Letter ed esperto di economia monetaria, Ben Traynor fa parte del team di ricerca di BullionVault.

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