Oro oggi

Draghi e i nonfarm payroll data mandano su l'oro

Di Ben Traynor - BullionVault

L'ORO HA TOCCATO IL PREZZO RECORD da febbraio durante questa settimana, spinto da una combinazione di misure di stimolo monetario in Europa e l’aspettativa di ulteriori misure dello stesso tipo negli Stati Uniti.

Giovedì, l’oro ha superato i $1700 dollari per la prima volta in sei mesi, mentre i mercati aspettavano notizie relative al piano di intervento sui bond della Banca Centrale Europea. Venerdì, l’oro è nuovamente schizzato in alto dopo la divulgazione dei nonfarm jobs data dagli Stati Uniti.

Venerdì pomeriggio il fixing è stato di $1728, un avanzamento del 4,8% rispetto alla settimana precedente, e il profitto percentuale maggiore dallo scorso ottobre.

Anche l’argento ha avuto una buona settimana, il fixing di venerdì è stato fermato ai $32,22, un avanzamento settimanale del 5,6%.

I dati dei nonfarm payroll divulgati venerdì hanno indicato 96.000 nuovi posti di lavoro nel settore privato durante il mese scorso, una cifra significativamente inferiore alle aspettative di molti analisti. Inoltre, i dati di giugno e luglio sono stati rivisti al difetto. L’unico dato positivo è stato quello relativo alla riduzione della disoccupazione, passata dall’8,3% all’8,1%, insufficiente comunque a scoraggiare chi spera in nuove misure di quantitative easing dalla Federal Reserve. Data la situazione attuale, i mercati reagiscono bene a dati economici negativi, visto che le brutte notizie aumentano la possibilità di ulteriore allentamento quantitativo.

La BCE nel frattempo ha svelato il piano per salvare l’Euro. Si chiama OMT (Outright Monetary Transactions, ovvero Transazioni Monetarie Dirette) e prevede che la BCE acquisti i bond delle nazioni in difficoltà, specificamente debito con un massimo di tre anni di maturazione. Per ricevere supporto delle OMT, un governo deve aver chiesto il bailout o aver aderito a un programma di aiuti simile. Deve inoltre rispondere a dei requisiti, quali la riduzione del deficit, altrimenti la BCE si riserva di sospendere gli aiuti o addirittura di vendere i bond di data nazione.

Tale condizionalità è chiaramente mirata a placare alcuni Stati membri quali la Germania, che sono contrari all’idea che la banca centrale finanzi i deficit dei governi. Draghi ha aggiunto che gli interventi OTM saranno sterilizzati, un modo per evitare le accuse che il fine sia l’inflazione. In altre parole, la BCE sterilizzerà gli acquisti di bond vendendo contemporaneamente altre securities per ritirare la nuova liquidità immessa sul mercato. Questo probabilmente non placherà la Germania, sopratutto perché fa sorgere il sospetto che la BCE potrebbe vendere bond tedeschi, cosa che avrebbe l’effetto ulteriore di ridurre lo spread tra i costi di finanziamento della Germania e di tutti gli altri stati.

Soltanto un membro del Consiglio della BCE ha votato contro il piano OMT, Jens Weidmann della Bundesbank, la banca centrale tedesca. Dopo la dichiarazione della BCE, la Bundesbank ha emesso un comunicato in cui Weidmann dichiara che il programma di acquisti della BCE “equivalga al finanziamento dei governi tramite la stampa di nuove banconote.”

Weidmann però è isolato. Con Draghi, la BCE sembra destinata a intervenire sul mercato dei bond con un’aggressività mai vista prima. Quando accadrà, i suoi vertici acquisiranno un’inflenza sulle misure fiscali dei governi nazionali che in molti riteranno inadeguata per delle figure istituzionali che non sono state elette.

La settimana prossima si attendono le dichiarazioni dalla Federal Reserve, e i dati sull’inflazione in Europa e negli Stati Uniti, oltre che numerose statistiche da uno dei principali mercati per l’oro, la Cina.

Laureato in economia a Cambridge, già giornalista per la Fleet Street Letter ed esperto di economia monetaria, Ben Traynor fa parte del team di ricerca di BullionVault.

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